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Il party di Vincent ne La Casa degli Artisti

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  …e qualcuno andò a dire a Vincent che nella Casa degliArtisti di Gallipoli c’era una stanza dedicata a lui. Se ne sentì lusingato, e volle venire di persona a dipingere un po’ di girasoli sulle pareti. Si mise in contatto con noi per avvisarci del suo arrivo, e noi tutti contenti naturalmente.  Non è da tutti avere in casa dei girasoli dipinti personalmente da Van Gogh…Arrivò una sera di giugno, accettò di cenare con noi: quella sera c’erano un’orata al sale e dei calamari al forno, innaffiati da un ottimo malvasia salentino. Vincent gradì moltissimo…La mattina dopo si mise subito al lavoro e nel giro di 48 ore il suo affresco era terminato. Si sentiva veramente soddisfatto e volle festeggiare il completamento dell’opera organizzando un party di prestigio sul nostro roof garden.  Invitò tutti i notabili e gli artisti del territorio e volle invitare anche il suo amico Salvador, il quale accettò subito. Era sempre pronto quando si trattava di venire a trascorrere alcuni ...

L’ira di David ne La Casa degli Artisti

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 Da non crederci ma anche lui è stato qui... …e fu così che Micky (alias Michelangelo Buonarroti) litigò furiosamente con la sua creatura David e questi per smaltire la furia assassina venne da noi a ricercare la pace dello spirito. Quale il motivo del contendere? Le dimensioni del pisello di David.  Il ragazzo non riusciva a perdonare Micky per quell’attributo fisico così piccino, un pezzetto di carne pendula e niente più. Fu così che, aizzato dagli amici bronzi di Riace, protestò con Micky, arrivando a litigare. Micky si rifiutò di dargli una sistemata e farlo lievitare a dimensioni più accettabili, più armoniose, come il resto del suo corpo, e allora David scappò via da Firenze e venne da noi.  L’aveva consigliato Venus, figlia di Botticelli. Anche lei era stata da noi per sbollire la sua ira contro il padre che l’aveva costretta per l’eternità a stare nell’umido di una conchiglia ed ora era piena di reumatismi. In particolare gli consigliò la stanza Bach, quella dedic...

Pop Art ne La Casa degli Artisti

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Leo ci telefonò per prenotare una stanza per un suo amico. Non ci disse di chi si trattava, ci disse solo che si sarebbe fermato per una settimana e che voleva alloggiare nella sua stanza, la Leonardo. L’uomo del mistero arrivò una fredda sera d’autunno, tutto incappucciato per ripararsi dalla pioggia sferzante. Lo facemmo entrare con gioia, gli amici di Leo sono nostri amici.  E la nostra sorpresa fu enorme quando, liberatosi dai paludamenti antipioggia, riconoscemmo in lui il grande Andy. Leo, in realtà, non lo aveva mai apprezzato, ma da quando io avevo riprodotto (Monna)Lisa sulla porta della sua stanza in purissimo stile Warhol, aveva cambiato idea sulla pop art di Andy e lo aveva mandato perché constatasse di persona il risultato che avevo ottenuto.  Nottetempo i grandi protagonisti della Storia dell’Arte s’incontrano nei bui corridoi e negli scantinati dei più celebri musei del mondo, i loro spiriti aleggiano nel silenzio della notte e si scambiano idee ed apprezzamenti...

Klimt e il famoso “Bacio” de La Casa degli Artisti

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  …e si era diffusa la voce che la nostra stanza, quella mia e di Cristina, era dedicata a Klimt. E tutti andavano dicendo che il Bacio raffigurato sulla porta con le effigi mia e di Cristina era più romantico dell’originale. Fu così che il grande Gustav s’incuriosì e arrivò senza preavviso. Rimase contrariato perché Cristina ed io non gli permettemmo di dormire nella stanza Klimt.  A nessuno mai avevamo concesso la nostra stanza e quindi neanche a lui. Gli concedemmo però di visitarla. Rimase estasiato dai colori e dai ghirigori sui muri, dalle installazioni nei vari angoli che pazientemente avevo creato nel corso degli anni e soprattutto ammirò in riverente silenzio il famoso Bacio che io avevo riprodotto sulla porta. Guardava e sorrideva: era soddisfatto della mia interpretazione.  In tanti avevano parlato della sua opera e avevano cercato di copiarla, tanti bla bla bla inutili e senza senso. Io, invece, con poche pennellate e un insospettato montaggio fotografico ero ...

Vincent e il monopattino ne La Casa degli Artisti

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  …sì, Mr Covid imperversava nel mondo e ci stavamo abituando a vivere rinchiusi nelle nostre tane, quando all’improvviso una sera Vincent arrivò, inatteso ma sempre gradito ospite. Il direttore del suo museo e le rigide autorità olandesi gli avevano dato un permesso speciale perché venisse da noi a completare i girasoli affrescati nella sua stanza.  Non disse, Vincent, che in realtà aveva voglia di Salento e di Casa degli Artisti , della gastronomia gallipolina e delle colazioni di Cristina, no, non disse nulla di tutto questo. Parlò solo di un’importante opera d’arte da portare a termine prima che Mr Covid ci obbligasse ad una squallida vita da bruti. Fu una di quelle sere, durante la cena a base di “ciceri e tria” (pasta fresca con i ceci), mia specialità, che Vincent per caso sentì un telegiornale italiano.  Venne così a sapere che Mr Conte, amico di Mr Covid, aveva concesso un bonus speciale per l’acquisto di un monopattino. Non credette alle sue orecchie, perché in ...

Happy Birthday, Vincent! ...ne La Casa degli Artisti

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  …Vincent ormai era di casa, alla Casa degli Artisti , e organizzò un weekend con gli amici Salvador e Leo(Nardo)per festeggiare il suo …esimo compleanno insieme a noi, rilassandosi nella sua stanza, la famosa stanza Van Gogh. Avrebbe voluto un fine-settimana per soli uomini, ma quella pettegola ficcanaso di Frida impose la sua presenza, dicendo che anche lei voleva festeggiare Vincent e aiutarlo a spegnere le candeline sulla torta.  Non disse che in quel periodo aveva una tresca con Salvador…e non voleva che partisse senza di lei. Infatti insieme si sistemarono nella stanza D’Annunzio, loro vecchio amico, mentre Leo prese posto nella sua stanza, la Leonardo, dove voleva completare l’affresco della “Dama con l’ermellino” che aveva già iniziato nel soggiorno precedente. Come sempre tutto finì a taralluci e vino.  E in onore di Vincent organizzammo un apericena sul terrazzo al tramonto e tutti i vicini dalle finestre cominciarono a cantare “Happy birthday to you, Vincent!”...

Ménage à trois ne La Casa degli Artisti

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  …ed eccoci qui ancora una volta con una foto rara, di quelle che nessun giornale ha mai pubblicato e che noi conserviamo gelosamente nel nostro ormai famoso cassetto dei ricordi. Ebbene sì, proprio loro, Salvador, la moglie Gala e Amanda, l’enfant terrible che ha avuto con i due una storia d’amore “spirituale” lunga 16 anni. Ormai la loro relazione era finita da un pezzo e Amanda viveva stabilmente in Italia. Aveva conosciuto quindi la storia della Casa degli Artisti di Gallipoli, dove si vive dentro un’opera d’arte. Aveva visto delle foto e aveva deciso di soggiornare qualche giorno da noi per respirare arte e colore, per rilassarsi e tornare a godere di quelle atmosfere raffinate che solo con Salvador e Gala aveva trovato.  Pensò bene quindi di invitare i vecchi amici per condividere ancora una volta la gioia di un’esperienza unica.  L’anziano Salvador, di oltre 40 anni più vecchio di Amanda, e l’ormai anzianissima Gala, a sua volta molto più grande di Salvador, acce...