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Dante Alighieri e Beatrice Portinari in una romantica scappatella ne La Casa degli Artisti di Gallipoli.

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Ed ecco che rovistando nel cassetto dei ricordi abbiamo trovato una lettera mai spedita, una missiva per l’amico Guido, testimonianza del passaggio di Dante e Beatrice da La Casa degli Artisti di Gallipoli quando decisero di trascorrere qui alcuni giorni durante una fuga d’amore…con qualche occhiata dantesca a Monna Cristina… Lettera di Dante Alighieri a Messer Guido Cavalcanti Dall’ameno lido di Gallipoli, nel mese d’aprile dell’anno del Signore duemilaventiquattro. Carissimo Guido, Orsù, ti narro con letizia una novella che mai t’.attenderesti: in compagnia della gentilissima Beatrice, cui l’anima mia sempre anela, fui ospite gradito in loco sì mirabile che parve disceso da sogno. Fu detto luogo La Casa degli Artisti , nobile dimora in Gallipoli, cinta da mar e da luce divina. Là fummo accolti dalla cortese Madonna Maria Cristina , gentildonna d’animo ospitale e dagli occhi che lucean come stelle, la qual ci donò la stanza chiamata D’Annunzio ove parean le pareti sussurra...

La storia della piacevole vacanza a Gallipoli nel Bed and Breakfast "La Casa degli Artisti" dei Papi

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  In una meravigliosa estate pugliese, sotto il cielo azzurro e il sole splendente di Gallipoli, si racconta che alcuni tra i più amati Papi della storia — Francesco, Benedetto XVI, Paolo VI, Giovanni XXIII, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II — abbiano avuto l'opportunità di soggiornare presso un luogo incantato: il Bed and Breakfast " La Casa degli Artisti ". Questa casa, un tempo dimora di artisti e sognatori, era immersa nel profumo del mare e circondata da opere d'arte che adornavano ogni angolo. Ogni stanza raccontava una storia diversa, ogni parete sembrava vibrare di creatività e spiritualità. I Papi, abituati ai fasti e ai doveri del Vaticano, trovarono in questo angolo di Gallipoli un raro tesoro: semplicità, bellezza autentica e un'accoglienza così genuina da sembrare irreale. Francesco amava passeggiare scalzo sul patio, ascoltando il canto delle onde; Benedetto XVI si ritirava a leggere nella biblioteca piena di luce; Giovanni Paolo II sorrideva ...

Vacanza a Gallipoli – Van Gogh e la Ragazza col Turbante

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 La luce dorata del tramonto di Gallipoli si rifletteva sulle acque calme del porto. La Casa degli Artisti , adagiata sulla costa, sembrava un sogno sospeso tra passato e presente. Van Gogh, con il cappello di paglia leggermente storto, osservava il mare, il taccuino aperto sulle ginocchia, mentre le sue dita tracciavano vortici di colore immaginario nell’aria. Accanto a lui, la Ragazza col Turbante – ormai soprannominata "Griet" – sorseggiava lentamente un bicchiere di vino primitivo. Aveva sostituito l'abito secentesco con un abito di lino leggero, ma conservava il turbante azzurro, che svolazzava appena nella brezza marina. Il suo sguardo, sempre enigmatico, si posava ora sui pescatori, ora sulle barche, ora su Vincent, come se stesse cercando di catturare quel momento eterno. «C’è così tanta luce qui, Vincent», disse lei, rompendo il silenzio con voce bassa. « Sì… ma non è solo luce, è emozione», rispose lui, schizzando un sole arancio vivo su un pezzo di carta....

Gala e Dalì, l’incantesimo occulto ne La Casa degli Artisti

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…era un tranquillo settembre di qualche anno fa, giornate soleggiate e tepore gradevole, di quelle che a Gallipoli fanno sognare e invitano ad un dolce torpore delle membra in riva al mare…noi della Casa degli Artisti non sospettavamo neanche per sogno che stavamo per essere testimoni di una delle più belle e misteriose storie d’amore del secolo. Salvador (Dalì), giovane artista di belle speranze, ancora senza baffi cascanti, aveva invitato il poeta Paul Eluard e sua moglie, la russa Gala, a trascorrere insieme a lui un periodo di riposo a Gallipoli presso la nostra residenza, La Casa degliArtisti .  Per sé aveva prenotato la Stanza D’Annunzio, dedicata al suo grande amico e ricca di antichi cimeli liberty, e per Paul e Gala aveva invece prenotato la Stanza Bach, baroccheggiante e con pareti vivacemente rosse, colore che Paul adorava. In realtà Paul voleva approfittare dell’atmosfera romantica di questa stanza e della quiete che si respira nella nostra casa per riconquistare Gala, ...

Scienza e Tattoo ne La Casa degli Artisti a Gallipoli.

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…e si incontrarono da noi per caso, uno, il grande Charlie, e l’altro, l’indiscusso e indiscutibile Albie Einstein, immenso nella sua relatività. Charlie soggiornava nella Stanza Leonardo, perché così gli aveva consigliato l’amico Leo(Nardo) e, si sa, tra scienziati basta la parola…come recitava un vecchio slogan televisivo dei miei tempi che pubblicizzava un noto lassativo dell’epoca. Albie invece aveva scelto i colori della Suite Mondrian, anche lui su suggerimento dell’amico Piet che aveva incontrato a New York qualche anno prima.  Charlie e Albie si conoscevano perché ognuno di loro aveva sentito parlare dell’altro, ma non si erano mai incontrati di persona. Fu così che fecero amicizia una mattina a colazione, grazie al garbato savoir faire di Cristina, che, tra l’altro, aveva imbandito per loro un ricco breakfast, come è sua abitudine, a base di pasticciotti leccesi, melate, crostate, puccette salentine ecc. ecc. ecc. Era il periodo della festa patronale di Santa Cristina e fu...

Incontri ravvicinati di …4 tipi presso La Casa degli Artisti di Gallipoli

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  …l’olandesina dall’orecchino pendulo terminò la sua vacanza, consegnò la bicicletta al servizio di noleggio e andò via promettendo di tornare. L’incontro con Vincent era stato per lei fatale, era innamorata persa ma doveva tornare al suo museo perché la cornice che l’aveva ospitata per tanti secoli non poteva restare a lungo vuota, i visitatori avrebbero sicuramente notato la sua assenza. Con Vincent si scambiarono la promessa di rivedersi in patria ma…l’olandesina non sapeva che Lisa invece aveva deciso di prolungare la sua permanenza presso di noi pur di restare sola con Vincent.  Lisa aveva sbagliato i suoi calcoli. Infatti l’olandesina andò via, ma al suo posto arrivarono Salvador, il giocherellone, e quella perfida di Frida. Entrambi venivano spesso da noi ne La Casa degli Artisti : erano affezionati ai lauti breakfast di Cristina, volevano sempre e solo la suite Mondrian, colorata, con vista mare e opere minimaliste alle pareti, e poi avevano anche la loro auto fuorise...

Maria e Vincent, due olandesi in vacanza…con terzo incomodo.

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  …e sì, fu proprio la prima sera del suo soggiorno a Gallipoli che Maria, l’olandesina con l’orecchino di perla, incontrò Vincent, cioè Van Gogh, come pubblicizzato dai libri di storia dell’arte. Erano entrambi nello stesso pub del centro storico ad ascoltare musica salentina e a veder ballare la pizzica. Anzi, ad un certo punto si erano incrociati proprio in pista perché entrambi volevano imparare i passi di questo ballo tarantato e stavano provando timidamente a lanciarsi nel turbinio di questa danza. Si riconobbero all’istante. Infatti erano entrambi grandi personaggi di famosi musei olandesi e Maria, guarda un po’, alloggiava proprio nella stanza Van Gogh presso La Casadegli Artisti e aveva notato con ammirazione il ritratto dell’artista da me riprodotto sulla porta d’accesso nella stanza. Iniziarono subito a parlare, entrambi entusiasmati da questo incontro fortuito. Maria gli raccontò della stanza dove io avevo riprodotto alcune famose opere di Vincent e dove avevo ricreato...