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Incontri ravvicinati di …4 tipi presso La Casa degli Artisti di Gallipoli

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  …l’olandesina dall’orecchino pendulo terminò la sua vacanza, consegnò la bicicletta al servizio di noleggio e andò via promettendo di tornare. L’incontro con Vincent era stato per lei fatale, era innamorata persa ma doveva tornare al suo museo perché la cornice che l’aveva ospitata per tanti secoli non poteva restare a lungo vuota, i visitatori avrebbero sicuramente notato la sua assenza. Con Vincent si scambiarono la promessa di rivedersi in patria ma…l’olandesina non sapeva che Lisa invece aveva deciso di prolungare la sua permanenza presso di noi pur di restare sola con Vincent.  Lisa aveva sbagliato i suoi calcoli. Infatti l’olandesina andò via, ma al suo posto arrivarono Salvador, il giocherellone, e quella perfida di Frida. Entrambi venivano spesso da noi ne La Casa degli Artisti : erano affezionati ai lauti breakfast di Cristina, volevano sempre e solo la suite Mondrian, colorata, con vista mare e opere minimaliste alle pareti, e poi avevano anche la loro auto fuorise...

Maria e Vincent, due olandesi in vacanza…con terzo incomodo.

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  …e sì, fu proprio la prima sera del suo soggiorno a Gallipoli che Maria, l’olandesina con l’orecchino di perla, incontrò Vincent, cioè Van Gogh, come pubblicizzato dai libri di storia dell’arte. Erano entrambi nello stesso pub del centro storico ad ascoltare musica salentina e a veder ballare la pizzica. Anzi, ad un certo punto si erano incrociati proprio in pista perché entrambi volevano imparare i passi di questo ballo tarantato e stavano provando timidamente a lanciarsi nel turbinio di questa danza. Si riconobbero all’istante. Infatti erano entrambi grandi personaggi di famosi musei olandesi e Maria, guarda un po’, alloggiava proprio nella stanza Van Gogh presso La Casadegli Artisti e aveva notato con ammirazione il ritratto dell’artista da me riprodotto sulla porta d’accesso nella stanza. Iniziarono subito a parlare, entrambi entusiasmati da questo incontro fortuito. Maria gli raccontò della stanza dove io avevo riprodotto alcune famose opere di Vincent e dove avevo ricreato...

Maria Vermeer, dall’Olanda con furore…

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  …e La Casa degli Artisti di Gallipoli continua a narrare di ospiti ed amici che qui si sono succeduti, arricchendo di nuovi episodi la sua già mirabolante scaletta di eventi del passato…era il luglio 2023 quando l’amico Jan Vermeer ci telefonò da Delft in Olanda per prenotare una stanza per sua figlia Maria, l’anno scorso ancora minorenne, che voleva trascorrere una vacanza nella famosa Gallipoli.  Cristina ed io ci sentimmo davvero privilegiati: accogliere sotto il nostro tetto nientepopodimeno che la celeberrima fanciulla con l’orecchino di perla! Guarda caso avevamo una stanza libera per lei nel periodo richiesto, cioè dal 20 al 30 agosto, e quindi ci affrettammo a confermare la sua prenotazione a patto però che lui, Jan, ci mandasse via e-mail una copia della sua carta d’identità e la sua autorizzazione affinchè la figlia minorenne potesse soggiornare da noi, liberandoci da qualunque responsabilità. Furono presi tutti gli accordi del caso e noi, impazienti, cominciammo a...

Il party di Vincent ne La Casa degli Artisti

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  …e qualcuno andò a dire a Vincent che nella Casa degliArtisti di Gallipoli c’era una stanza dedicata a lui. Se ne sentì lusingato, e volle venire di persona a dipingere un po’ di girasoli sulle pareti. Si mise in contatto con noi per avvisarci del suo arrivo, e noi tutti contenti naturalmente.  Non è da tutti avere in casa dei girasoli dipinti personalmente da Van Gogh…Arrivò una sera di giugno, accettò di cenare con noi: quella sera c’erano un’orata al sale e dei calamari al forno, innaffiati da un ottimo malvasia salentino. Vincent gradì moltissimo…La mattina dopo si mise subito al lavoro e nel giro di 48 ore il suo affresco era terminato. Si sentiva veramente soddisfatto e volle festeggiare il completamento dell’opera organizzando un party di prestigio sul nostro roof garden.  Invitò tutti i notabili e gli artisti del territorio e volle invitare anche il suo amico Salvador, il quale accettò subito. Era sempre pronto quando si trattava di venire a trascorrere alcuni ...

L’ira di David ne La Casa degli Artisti

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 Da non crederci ma anche lui è stato qui... …e fu così che Micky (alias Michelangelo Buonarroti) litigò furiosamente con la sua creatura David e questi per smaltire la furia assassina venne da noi a ricercare la pace dello spirito. Quale il motivo del contendere? Le dimensioni del pisello di David.  Il ragazzo non riusciva a perdonare Micky per quell’attributo fisico così piccino, un pezzetto di carne pendula e niente più. Fu così che, aizzato dagli amici bronzi di Riace, protestò con Micky, arrivando a litigare. Micky si rifiutò di dargli una sistemata e farlo lievitare a dimensioni più accettabili, più armoniose, come il resto del suo corpo, e allora David scappò via da Firenze e venne da noi.  L’aveva consigliato Venus, figlia di Botticelli. Anche lei era stata da noi per sbollire la sua ira contro il padre che l’aveva costretta per l’eternità a stare nell’umido di una conchiglia ed ora era piena di reumatismi. In particolare gli consigliò la stanza Bach, quella dedic...

Pop Art ne La Casa degli Artisti

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Leo ci telefonò per prenotare una stanza per un suo amico. Non ci disse di chi si trattava, ci disse solo che si sarebbe fermato per una settimana e che voleva alloggiare nella sua stanza, la Leonardo. L’uomo del mistero arrivò una fredda sera d’autunno, tutto incappucciato per ripararsi dalla pioggia sferzante. Lo facemmo entrare con gioia, gli amici di Leo sono nostri amici.  E la nostra sorpresa fu enorme quando, liberatosi dai paludamenti antipioggia, riconoscemmo in lui il grande Andy. Leo, in realtà, non lo aveva mai apprezzato, ma da quando io avevo riprodotto (Monna)Lisa sulla porta della sua stanza in purissimo stile Warhol, aveva cambiato idea sulla pop art di Andy e lo aveva mandato perché constatasse di persona il risultato che avevo ottenuto.  Nottetempo i grandi protagonisti della Storia dell’Arte s’incontrano nei bui corridoi e negli scantinati dei più celebri musei del mondo, i loro spiriti aleggiano nel silenzio della notte e si scambiano idee ed apprezzamenti...

Klimt e il famoso “Bacio” de La Casa degli Artisti

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  …e si era diffusa la voce che la nostra stanza, quella mia e di Cristina, era dedicata a Klimt. E tutti andavano dicendo che il Bacio raffigurato sulla porta con le effigi mia e di Cristina era più romantico dell’originale. Fu così che il grande Gustav s’incuriosì e arrivò senza preavviso. Rimase contrariato perché Cristina ed io non gli permettemmo di dormire nella stanza Klimt.  A nessuno mai avevamo concesso la nostra stanza e quindi neanche a lui. Gli concedemmo però di visitarla. Rimase estasiato dai colori e dai ghirigori sui muri, dalle installazioni nei vari angoli che pazientemente avevo creato nel corso degli anni e soprattutto ammirò in riverente silenzio il famoso Bacio che io avevo riprodotto sulla porta. Guardava e sorrideva: era soddisfatto della mia interpretazione.  In tanti avevano parlato della sua opera e avevano cercato di copiarla, tanti bla bla bla inutili e senza senso. Io, invece, con poche pennellate e un insospettato montaggio fotografico ero ...