OGGI SUMMIT SUPREMO A LA CASA DEGLI ARTISTI DI GALLIPOLI


 

Mentre a Roma si svolgevano i funerali di Papa Francesco con tutti i capi di stato del mondo…

Era una tranquilla mattinata di primavera alla Casa degli Artisti di Gallipoli. L’artista Giorgio De Cesario e sua moglie, l’anglista Maria Cristina Maritati, stavano sistemando le stanze, come ogni giorno, immersi nell’atmosfera di arte, mare e silenzio che caratterizzava il loro amato bed and breakfast. All'improvviso, il telefono squillò con insistenza.

Maria Cristina rispose con il sorriso gentile di sempre, ma il sorriso si congelò rapidamente: la voce dall’altra parte annunciava che due ospiti molto, molto speciali stavano arrivando, e volevano assolutamente discrezione. "Nulla di troppo impegnativo," dissero, "vogliono solo un posto dove poter parlare in tranquillità." I nomi? Donald Trump e Volodymyr Zelensky.

Giorgio, incredulo, si tolse gli occhiali e rimase a bocca aperta. I due presidenti, anziché restare nel caos delle celebrazioni solenni per i funerali di Papa Francesco in Vaticano, avevano deciso di rifugiarsi a Gallipoli, lontani da occhi indiscreti, per parlarsi finalmente di pace in pace.

Quando il campanello suonò, il cuore dei due proprietari batteva a mille. E mentre stavano ancora cercando di rimettersi dallo shock, ecco un altro squillo: al citofono apparve Matteo Salvini, sorridente, con in mano delle bottiglie di Primitivo di Manduria, deciso a rendere omaggio agli illustri visitatori.

"Benvenuti a casa nostra," disse Giorgio, mentre Maria Cristina cercava di dissimulare l’emozione. Trump, con la sua consueta sicurezza, strinse la mano ai padroni di casa e disse: “voi non pagherete i dazi”. Zelensky invece, più riservato, porgeva timidamente la mano.

I tre politici si sedettero nel grande salone pieno di quadri colorati, circondati dal profumo del mare e dall’energia artistica della Casa degli Artisti. Parlavano fitto fitto, con toni prima tesi e poi sempre più distesi.

Fu così che, mentre il mondo intero credeva che i grandi incontri diplomatici si stessero svolgendo nei corridoi austeri del Vaticano, la vera magia accadeva in un angolo poetico della Puglia, fra opere d’arte, calici di vino e onde che si infrangevano sulla costa.

Gallipoli, per un giorno, fu il centro segreto della speranza.

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