Backstage di un matrimonio ne La Casa degli Artisti


 

…e arrivò il giorno del fatidico sì fra (Monna)Lisa e Vincent(Van Gogh). Come ci avevano promesso, La Casa degli Artisti sarebbe stata la location prescelta per le loro nozze. Erano arrivati una settimana prima con valige, bauli e tutto il necessario per una cerimonia perfetta, quella che da sempre avevano sognato per coronare il loro sogno d’amore. Pian piano, uno dopo l’altro, arrivarono anche i loro ospiti, tutti alloggiati da noi, tutti contenti di tornare nella nostra residenza che già avevano avuto modo di conoscere in alcune circostanze della loro vita…Arrivò Leo(nardo), tutore di Lisa, borbottando borbottando arrivò anche lui: sino all’ultimo aveva contrastato questo matrimonio fra Vincent e Lisa, sino all’ultimo aveva sperato che Lisa lasciasse quello psicopatico di Vincent e accettasse invece le profferte amorose di Raffaello, più fine nei modi e più aggraziato nelle movenze, ma non c’era stato niente da fare, Lisa era perdutamente innamorata di Vincent e a loro, Leo e Raffaello, non era rimasto niente da fare che assistere di buon grado a questo matrimonio. 

Arrivò anche quell’invidiosa di Frida che pure Lisa aveva aiutato nei suoi periodi di crisi con Diego. Ma lei, ingrata, aveva dimenticato e andava raccontando sottovoce a tutti gli ospiti di come la ragazza con l’orecchino, a sua volta innamorata di Vincent, avesse cercato di sedurlo per sottrarlo alle grazie di Lisa e chissà…forse ci era riuscita per il periodo di un breve flirt. Nessuno le credeva naturalmente, ma lei, malefica, continuava a ridere…sotto i baffi, e a diffondere il gossip. Non contenta, andava dicendo anche che Lisa, due giorni prima del matrimonio, era stata vista entrare di nascosto nella stanza di Cézanne e uscirne dopo un’ora. 

Neanche questa panzana fu creduta, sapevano tutti che Cézanne era innamorato perso di Ortensia, la giovane rilegatrice parigina che avrebbe dovuto seguirlo alla Casa degli Artisti per assistere al matrimonio, ma all’ultimo momento Macron l’aveva bloccata all’aeroporto perché non aveva il green pass. E poi c’erano Picasso, anche lui da solo perché la figlia Paloma aveva degli impegni, Munch che non faceva altro che urlare, Rembrandt con i suoi audaci cappelli, e Michelangelo che andava indicando tutti con un dito…Il roof garden della Casa degli Artisti era pronto ad accogliere gli sposi e i loro ospiti: gelsomini in fiore e profumati, oleandri colorati, le mie ceramiche artistiche smaglianti ed in perfetta forma: sembravano anche loro consapevoli del momento storico che tutti stavamo vivendo. 

Don Pierluigi celebrò il matrimonio in un’atmosfera di grande commozione e al momento del sì tutti i presenti piangevano, anche quel cuore coriaceo di Leo…Si passò poi al banchetto, organizzato su un lato del terrazzo, vicino alla Jacuzzi…si mangiò, soprattutto si bevve…poi gli sposi partirono per il viaggio di nozze…ma anche questa è un’altra storia…

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