LEO(NARDO) TRENDY IN TIR A LA CASA DEGLI ARTISTI
…(Monna)Lisa era andata a convivere con il suo grande
amore Vincent (Van Gogh) e quindi Leo tornò da solo. La sua stanza ne La Casadegli Artisti era diventata un laboratorio in continuo fermento e lui andava e
veniva dalla nostra residenza ogni qualvolta il suo spirito irrequieto sentiva
il bisogno di esprimersi, di concretizzare quello che la sua mente geniale gli
suggeriva. La sua creatura Lisa aveva un po’ condizionato gli ultimi anni della
sua vita, ma ora era di nuovo libero: la sua anima si affezionava ai suoi
modelli, ma poi all’improvviso gli ritornava la voglia di libertà ed il suo
genio si sprigionava.
Quella volta arrivò con un TIR. Il suo amico Cris,
Cristoforo Colombo, era tornato dalle Indie con un ingente bottino… ed aveva
pensato a lui regalandogli un armadio finemente intagliato, altre suppellettili
e persino alcune maschere per riti tribali. La sua casa a Vinci straripava di
orpelli di ogni tipo e quindi pensò bene di utilizzare i regali di Cris per
rinnovare gli arredi della sua stanza nella Casa degli Artisti. Ogni sera
usciva andandosene in giro per bettole e strettoie nel centro storico, ma
tornando a casa si fermava sempre a bere un bicchiere di primitivo con noi. Gli
piacevano le nostre conversazioni, diceva che per lui erano un toccasana e uno
sprone a pensare e creare.
Una mattina Cristina non lo vide a colazione. Pensò
che stava dormendo e non volle disturbarlo. Solo nel pomeriggio Leo uscì dalla
sua stanza e subito mi chiamò per mostrarmi una cosa. Mi condusse nel
bagno…rimasi a bocca aperta. Sulla parete a fianco al water troneggiava
splendido il ritratto di Cecilia Gallerani, gentildonna lombarda, amante di
Ludovico Sforza detto “Il Moro” che proprio al tempo del loro love affair aveva
ricevuto il titolo onorifico di Cavaliere dell’Ordine dell’Ermellino. Infatti
questo ritratto è famoso proprio con il nome “La Dama con l’Ermellino”, una
delle opere leonardesche più famose che Leo aveva riprodotto in bagno imitando
il mio stile: collo lungo, mani affusolate e tanti colori. Il mio cuore
traboccava di gioia, non mi aspettavo questo regalo d’inestimabile valore. Il
mattino dopo Leo raccolse pennelli, tubetti di colore e tavolozze e
strombazzando felice sul suo TIR andò via, non senza aver fatto prima delle
foto-ricordo della sua stanza: le avrebbe portate a Checco, più noto come
Francesco I di Francia, per fargli vedere come La Casa degli Artisti,
casa-museo e residenza d’artista di Gallipoli, non aveva nulla da invidiare al
suo fiabesco maniero di Amboise… ( appuntamento a domenica prossima, ho trovato
un'altra foto bellissima, veramente intrigante...ma questa è un'altra
storia...)
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