Francis the Pope a La Casa degli Artisti

 


…e oggi una storia recente, risale alla settimana scorsa, quando all’improvviso squillò il campanello della Casa degli Artisti. Non aspettavamo nessuno, quindi la nostra sorpresa fu grande quando sul video del citofono vedemmo la faccia sorridente di Francis the Pope che con nonchalance ci disse: ” Hello, boys! Avete una stanza per un vecchio pellegrino stanco?” Aprimmo subito, era proprio lui, di ritorno dal suo viaggio in Grecia. 

Si era fatto accompagnare in gran segreto nella nostra location da Brindisi, dove aveva lasciato il bianco aereo a lui destinato e pilotato dall’arcangelo Gabry in persona, il quale aveva approfittato di questo scalo fuori programma per fare una puntatina a Betlemme e accertarsi che una certa gravidanza proseguisse come da annunciazione. Francis the Pope dunque è stato nostro ospite sabato e domenica scorsi nella suite Canova, quella presidenziale, in stile neoclassico, con affreschi e tappeti di pregio… 

Una domanda sorse spontanea e Cristina chiese:” Scusa, papa, ma come mai questa sosta alla Casa degli Artisti? Non siamo derelitti, non apparteniamo ad un’altra religione, insomma non abbiamo bisogno del tuo intervento salvifico…” E lui prontamente rispose:” Vedi, figliuola, tornando dalla Grecia ho visto la pubblicità in televisione che un noto supermercato della zona sta vendendo il sugo all’astice ad un prezzo scontatissimo, solo pochi centesimi, e poiché è il condimento che io preferisco, ho deciso di farmene una scorta.” Cristina, poco convinta, disse:” Papa, con tutti i soldi che hai, ti abbassi a fare spese in un discount???” E lui, con tono sommesso e un po’ alticcio dopo il terzo bicchiere di vino primitivo:” Vedi, mia cara, ultimamente sono vittima di grandi avversità dopo un periodo fortunato al gioco…” E Cristina, incredula: “Al gioco??? Santità, che cosa dici dici mai???” Francis, ormai senza remore, continuò la sua narrazione: “Figliuola mia, vedevo tanti alti prelati e uomini politici di spicco che grattavano e vincevano e allora ho voluto provarci anch’io e…gratta e vinci, gratta e vinci…avevo accumulato un bel gruzzolo sul mio conto corrente, però poi l’anonima sarda, molto attiva a livello internazionale, se n’è accorta, e pian piano mi ha prosciugato il conto. 

Quindi ora devo spendere in maniera oculata, ma ti prego, non lo dire a nessuno, non vorrei che lo sapesse Teo, il mio datore di lavoro…”. Cristina ed io ammutolimmo, ubi maior minor cessat…Il giorno dopo, Caronte traghettatore con occhi di bragia, venne a prelevarlo…ma non abbiamo capito esattamente dove lo stesse portando…Purgatorio? Inferno? Paradiso? Certo non in Vaticano…


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