Una storia d’amore oltre il tempo ne La Casa degli Artisti
…sì, anche lei, la platinata Marilyn venne alla Casa degliArtisti, invitata da quello sciupafemmine di Vincent. Non gli erano bastate Lisa né quella gattamorta dall’orecchino pendulo né la perfida Frida.
A tutti i costi aveva voluto che la famosa Marilyn, tanto esaltata dall’amico Andy, venisse ad inaugurare la stanza Van Gogh presso la nostra residenza. Vincent infatti l’aveva finalmente ultimata: aveva voluto riprodurre un fac-simile della sua stanzetta e quindi aveva dipinto di azzurro le pareti e le aveva affrescate con i suoi girasoli, aveva appeso sul letto uno dei suoi campi di grano e aveva inserito in un angolo una vecchia sedia di paglia.
Sulla porta poi aveva riprodotto uno dei suoi autoritratti più famosi, un vero gioiello. Quindi per tanta magnificenza si era scelto una madrina d’eccezione, niente po’ po’ di meno che la grande Marilyn, non smentendo così il famoso detto che “gli uomini preferiscono le bionde”.
Lei arrivò, su un tram chiamato desiderio, lo stesso tram che tutte le donne prendevano, affascinate dagli inviti di Vincent. Lasciò il caro Arthur (Miller), che ancora oggi l’aspetta guardando di tanto in tanto aldilà del ponte, e raggiunse la nostra casa dove partecipò come ospite d’onore al grande party che Vincent aveva organizzato. Fu una bella serata, piena di brindisi e grandi risate, però, come tutte le cose belle, passò troppo in fretta. Era ormai notte e andammo tutti a dormire, stanchi ma contenti.
Cristina ed io non l’abbiamo mai saputo esattamente, ma abbiamo sempre pensato che Marilyn e Vincent quella notte abbiano “dormito” insieme nella stanza Van Gogh…perché…”a qualcuno piace caldo”…Non abbiamo avuto il tempo di approfondire perché il giorno dopo, in mattinata, si presentò daccapo il tram chiamato desiderio che l’amico Tennessee(noto noleggiatore di mezzi di locomozione)le aveva messo a disposizione e anche lei, Marilyn, sparì…bye bye baby!
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