Un orecchino in cornice ne La Casa degli Artisti



 …e noi non lo aspettavamo, non aveva prenotato il caro Vincent, ma lui sapeva che la sua stanza sarebbe stata sempre pronta per lui, con biancheria fresca e profumata di bucato e con quella bianca trapunta antica lavorata all’uncinetto che tanto amava. 

Era una tiepida giornata marzolina quando lui si presentò con l’ultima conquista, la fanciulla dall’orecchino pendulo, che tanto lo aveva tentato e perseguitato finché non lo aveva conquistato, sottraendolo maliziosamente all’ingenua lisa. Erano dunque giungi insieme per trascorrere alcuni giorni nella Casa degli Artisti, di cui Vincent non sapeva fare a meno per lungo tempo. Fu una gradita sorpresa e, come al solito, i bicchieri di vino primitivo per brindare al loro arrivo furono pronti in un battibaleno. Come al solito, trascorremmo una bella serata insieme. 

Il giorno dopo Vincent uscì presto, prima del breakfast, lasciando la fanciulla in camera ancora addormentata. Non sapevamo cosa pensare, ma all’improvviso lui si presentò alla nostra porta con un coloratissimo fascio di girasoli. Lì per lì immaginammo che volesse dei modelli da riprodurre sulle pareti della sua stanza, invece no…voleva arricchire la tavola della colazione, già apparecchiata da Cristina, con questi bellissimi fiori da regalare poi alla fanciulla e ringraziarla in questo modo per la notte d’amore trascorsa insieme. 

Quel malandrino di Vincent aveva gli occhi che gli brillavano per la gioia e Cristina ed io non potemmo fare a meno di pensare alla cara lisa, ignara della tresca e che continuava a fare la Gioconda nelle umide sale del Louvre…I giorni passarono in fretta, i due, ormai completamente fuori dal tempo, trascorsero felicemente la loro vacanza, attratti dalla nostra ospitalità e dalla turbinosa movida gallipolina che li trascinava ogni sera a visitare nuovi locali e ad assaggiare diverse specialità salentine. Arrivò il momento della partenza, ci salutammo con affetto, sperando un giorno di rivederci ancora. 

Le sorprese, però, non erano finite. Nel riordinare la stanza per i prossimi ospiti in arrivo, Cristina trovò sul comodino l’orecchino della fanciulla con un biglietto per me: “Per Giorgio, affinché si ricordi di me quando dipinge le sue donne”. Cristina ed io restammo trasecolati: Cristina, finta tonta come sempre, disse che la fanciulla era stata veramente gentile a lasciarmi il suo orecchino, sapendo che tutte le donne dei miei quadri ne indossano uno…io, invece, impenitente latin lover, pensai subito che forse la prossima avventura della fanciulla…sarei stato io…quell’orecchino è stato quindi incorniciato…ed io aspetto la sua legittima proprietaria…con tutto il rispetto per il caro amico Vincent…see you next week!


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