Gala e Dalì, l’incantesimo occulto ne La Casa degli Artisti


…era un tranquillo settembre di qualche anno fa, giornate soleggiate e tepore gradevole, di quelle che a Gallipoli fanno sognare e invitano ad un dolce torpore delle membra in riva al mare…noi della Casa degli Artisti non sospettavamo neanche per sogno che stavamo per essere testimoni di una delle più belle e misteriose storie d’amore del secolo. Salvador (Dalì), giovane artista di belle speranze, ancora senza baffi cascanti, aveva invitato il poeta Paul Eluard e sua moglie, la russa Gala, a trascorrere insieme a lui un periodo di riposo a Gallipoli presso la nostra residenza, La Casa degliArtisti

Per sé aveva prenotato la Stanza D’Annunzio, dedicata al suo grande amico e ricca di antichi cimeli liberty, e per Paul e Gala aveva invece prenotato la Stanza Bach, baroccheggiante e con pareti vivacemente rosse, colore che Paul adorava. In realtà Paul voleva approfittare dell’atmosfera romantica di questa stanza e della quiete che si respira nella nostra casa per riconquistare Gala, dopo che la relazione adulterina di lei con Max(Marpione)Ernst aveva profondamente incrinato la loro vita matrimoniale. Paul però aveva fatto i conti senza l’oste. 

Il destino aveva deciso diversamente. Trascorrevano molto tempo insieme a Salvador, durante il giorno in spiaggia a Rivabella o alla Baia Verde, a seconda del vento, e la sera nei migliori bar e ristoranti di Gallipoli e del circondario. E una forza occulta attirava sempre più Dalì a Gala in un legame imprescindibile. Gala divenne per Salvador una musa e una profonda ossessione, tanto che spesso la notte s’incontravano sul nostro terrazzo, approfittando del sonno profondo del povero Paul. Salvador appariva ammaliato e devoto, lei invece audace condottiera e possessiva: entrambi erano l’immagine del fuoco sacro dell’eros. La loro vacanza finì e andarono via tutti e tre promettendo di tornare. 

Ancora non sono tornati e forse non torneranno: Salvador e Gala adesso convivono nel castello da favola che lui le ha regalato, mentre Paul, che non riesce a darsi pace, continua a mandarle lettere d’amore per implorarla a tornare. “Torna, torna, torna, questa casa aspetta a te…” continua a ripeterle con i versi di una vecchia canzone napoletana. 

A tutt’oggi non sappiamo se Paul è riuscito nel suo intento, ma i libri di letteratura e di storia dell’arte ci dicono di no. A presto, con altre storie e aneddoti della Casa degli Artisti. Stay tuned!  


 

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