La prenotazione più… internazionale della Casa degli Artisti


 

Giorni fa, al Bed & Breakfast La Casa degli Artisti di Gallipoli, il citofono ha suonato con un’insistenza inusuale.
Mia moglie Cristina, come sempre gentile e sorridente, risponde:
«Buongiorno, Casa degli Artisti, dica pure!»

Dall’altra parte, una voce decisa ma educata:
«Buongiorno, sono Giorgia Meloni. Avrei bisogno di prenotare la suite Mondrian, quella con vista mare. Siamo tre persone, con me ci sono due amici: Ronald Trump e Benjamin Netanyahu.»

Cristina, convinta che fosse uno scherzo, risponde ironica:
«Certo, e io sono Frida Kahlo! Ma mi dica, preferite colazione dolce o salata?»

E invece, dopo cinque minuti, ecco davanti al portone una scorta di SUV neri con bandierine e lampeggianti. Ne scendono proprio loro: Giorgia, Ronald e “Bibi”, con tanto di occhiali da sole e asciugamani griffati “Pace & Potere”.

Meloni entra sorridendo e dice:
«Siamo venuti a Gallipoli per ispirarci! Vogliamo costruire La Riviera di Gaza e ci hanno detto che il vostro B&B è come vivere dentro un’opera d’arte. E poi, chi meglio di Giorgio De Cesario può darci un’idea di armonia mediterranea?»

Cristina mi guarda con gli occhi spalancati, io balbetto qualcosa tipo:
«Eh… guardi, purtroppo la suite Mondrian è occupata, abbiamo solo la camera Klimt, ma dà sul cortile…»

Meloni fa un sorriso teso:
«Davvero? Peccato… perché Ronald qui presente stava pensando di rivedere i dazi sull’olio pugliese…»

Trump aggiunge:
«Exactly! No Mondrian, no olio!»

E Netanyahu, con voce grave, chiosa:
«Oppure trasformiamo la vostra casa in una colonia artistica permanente, così risolviamo il problema.»

A quel punto io e Cristina abbiamo deciso che, per la pace nel mondo (e per la nostra reputazione su Booking), la suite Mondrian era “miracolosamente” disponibile.

Li abbiamo visti poi la mattina dopo, sulla spiaggia della Purità: Giorgia con un cappello di paglia, Ronald con la crema solare color arancio e Bibi che disegnava confini sulla sabbia con un bastoncino da gelato.

Un turista tedesco ha chiesto chi fossero.
Cristina ha risposto:
«Ah, niente di che… solo tre ospiti che vogliono costruire una nuova riviera, ma prima devono capire come si fa il vero caffè leccese.»

E così, tra un bagno, un pasticciotto e una lezione di arte contemporanea, Gallipoli è diventata per qualche giorno il centro della geopolitica più surreale d’Italia.

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